LA NOTA
I messaggi del premier fra trame estere e aperture alla Lega
Un altolà a Murdoch e la promessa al Carroccio di guidare il Veneto
Era prevedibile che Silvio Berlusconi non avrebbe fatto marcia indietro: né sulle sue vicende private, né nei confronti della sinistra. Ma a tre giorni dalle elezioni europee ha voluto fare un regalo forse involontario alla Lega: la promessa della presidenza della regione Veneto, se il partito di Umberto Bossi prende più voti del Pdl. E si è tolto un sasso appuntito dalla scarpa, accusando il magnate australiano Rupert Murdoch di essere il regista neanche troppo occulto degli attacchi della stampa estera contro il suo governo. Le allusioni finora generiche del centrodestra su un complotto internazionale antiberlusconiano assumono dunque contorni più netti; e si proiettano su un impero mediatico concorrente.
Non è chiaro se rappresentino solo un avvertimento o l’inizio di una strategia nella quale lotta politica e televisiva sono condannate ad intrecciarsi. Ma quando ieri sera a Porta a Porta Berlusconi ha evocato «dei giornali che appartengono a qualcuno che si contrappone al gruppo Mediaset nel campo della televisione», s’è capito che si riferiva al Times di Londra: uno dei più violenti nei confronti del presidente del Consiglio italiano. L’obiettivo sembra quello di sottolineare la strumentalità della campagna iniziatasi sull’onda dei problemi familiari con la moglie, Veronica Lario; e di additare un patto di aggressione fra sinistra e centri di potere oltre confine.
È un atto d’accusa pesante, al quale non può essere estranea la vigilia elettorale: sebbene faccia riaffiorare una tensione esplosa anche nel recente passato, quando il governo ha deciso provvedimenti sulle tv accolti dal gruppo Murdoch come una dichiarazione di guerra. Le parole del leader del centrodestra, tuttavia, indicano una trama ma non ne rivelano la ramificazione e la consistenza.
L’impressione è che servano a trasmettere un messaggio di «ricevuto», con la promessa di rispondere colpo su colpo. Ma è una sfida che Berlusconi può affrontare soltanto se vince le europee e le amministrative del 6 e 7 giugno. Anche ieri ha ripetuto che il peso del Pdl potrà essere speso a Strasburgo e Bruxelles soprattutto se il partito avrà più deputati delle altre forze del Ppe. Il premier continua a mostrare grande sicurezza: l’opposizione non gli fa paura ed è sicuro che comunque, per il governo le cose andranno bene. Semmai, qualche incognita potrebbe arrivare a seconda dei voti della Lega.
Se andrà davvero forte, la prospettiva di tacitarla con la presidenza di una regione del Nord sarà inevitabile. E per la prima volta, ieri a sorpresa Berlusconi l’ha ammesso: potrebbe cedere il «governo» del Veneto, oggi guidato dal berlusconiano Galan, ad un esponente del Carroccio. Tanto più se la profezia leghista del sorpasso sul Pdl si avvererà. È un’offerta generosa, a tre giorni dalle elezioni; forse perfino imprudente. Rimane da capire se sia stata anche una mossa lungimirante, oppure un gesto dettato dalla consapevolezza delle mire di Bossi.
Massimo Franco
04 giugno 2009
IN PRIMO piano
-
Obama al Cairo per far pace con l'Islam
«Sono qui per cercare un nuovo inizio» -
Enti locali, intesa sui contratti
Aumento di 63 euro in busta paga -
Ipotesi di Le Monde: «Velocità non adeguata. E l'aereo si è disintegrato»
-
Bonino: «Nessuno sa perché si vota»
Guarda il video -
Bossi: «Al Nord la Lega farà il pieno»
Berlusconi: a Milano troppa Africa







.jpg)

