Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
Un notebook dal design elegante e con una spiccata vocazione multimediale in grado di supportare l'alta definizione. Grazie a Express Gate in soli 8 secondi si può accedere alle applicazioni fondamentali.
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Google è il motore di ricerca per eccellenza ma non è l'unico. Microsoft ha Live Search, che voleva ribattezzare prima Kumo e poi Bing; con la nuova gestione, Yahoo cerca l'accordo con Microsoft, migliora la ricerca immagini e guadagna qualche utente in più; anche Wikipedia entra in gioco ma Wikia Search, il motore collaborativo, deve chiudere presto.
Google aggiunge nuove funzioni, come i subscribed link e i siti preferiti, ma anche il ranking personalizzato, i suggerimenti nelle ricerche, le traduzioni automatiche, le pubblicità basate sui siti visitati, la ricerca di immagini per colore o per somiglianza, fino all'evoluzione nel tempo dei risultati.
La nuova frontiera è il web semantico: motori come Cognition, Eeggi e Wolfram Alpha rispondono direttamente alle domande degli utenti.
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A Milano i certificati si ritirano in PostaI residenti possono ritirare i certificati anagrafici e di stato civile anche negli uffici postali abilitati. A breve sarà così in tutta Italia. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 04-06-2009] ![]() Da questa mattina i cittadini di Milano che hanno bisogno di un certificato anagrafico o di stato civile possono recarsi in Posta anziché in Comune: devono rivolgersi allo Sportello amico presente in 79 uffici postali in città e in 123 uffici sparsi nella provincia. L'idea alla base di quest'iniziativa è permettere ai cittadini di ottenere i documenti - muniti di timbro digitale - di cui necessitano anche in orari alternativi a quelli municipali, anche al sabato e in alcuni uffici fino alle 19.00. Così, anziché far la coda in Comune sarà possibile fare la coda in Posta (solitamente già intasata per proprio conto) e versare l'obolo prescritto per l'operazione, pari a 2 euro. Il costo risulta poco comprensibile se si considera che già da tempo il Comune di Milano ha attivato un servizio di consegna a domicilio dei certificati; per ogni documento così ricevuto richiede di versare 1,40 euro. Risultato: code più lunghe per tutti gli utenti che negli uffici postali ci vanno solo per le lettere e le raccomandate. Entro la fine dell'estate il servizio sarà esteso all'intero territorio nazionale e presto verrà avviata la possibilità di richiedere i certificati attraverso Internet, via e-mail, telefono fisso e cellulare, per poi passare a ritirare la stampa presso l'ufficio postale. L'opzione più comoda sembra tuttavia quella già adottata dal Comune di Torino, che permette di scaricare da casa i certificati anagrafici senza dover pagare alcun diritto di segreteria.
I commenti dei lettori[1] che fine ha fatto l'autocertificazione? [2] Posta [3] A quando l'invio per posta elettronica, magari certificata... Inserisci un commento - anche se NON sei registrato
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È attuale la Siae? Di certo è un carrozzone costoso che impone balzelli contro il parere dell'Europa e della Corte di Cassazione italiana, adducendo come scusa la tutela del consumatore e confidando nell'appoggio del governo.
Vuole più poteri per combattere la pirateria basandosi su una strana idea di cultura che punisce chi riproduce opere a scopo didattico, rafforzata da leggi che calpestano i diritti degli utenti.
Eppure le alternative ci sono: da Filozero a Jamendo, le licenze libere come le Creative Commons permettono di smarcarsi da un ente ormai inutile.
Giugno 2009
Nokia N97 arriva in Italia il 20 giugno, ma solo con Tim
È ufficiale: Windows 7 arriverà il 22 ottobre
Bing: Microsoft lancia il guanto di sfida a Google
Tutti gli Arretrati
È colpa della crisi: Ibm licenzia, Google licenzia, Microsoft non teme la crisi e licenzia anch'essa e così le altre aziende, fino a 15.000 o 20.000 persone alla volta.
In Italia Telecom annuncia cautela ma poi chiude 15 sedi; Stm lascia a casa 4.500 persone mentre Tiscali, in difficoltà, prima licenzia e poi cede la divisione inglese; in qualche caso i dipendenti assediano i dirigenti negli uffici, si vedono chiedere indietro i soldi o vengono lasciati a casa con un video.
Qualche azienda prova a reagire: Hp taglia gli stipendi ai manager, Microsoft lancia corsi di formazione online e Google finanzia le start-up.
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